L’ISLAMIZZAZIONE, SE LOTTIAMO TUTTI INSIEME, NON AVRÀ VITA FACILE

L’ISLAMIZZAZIONE, SE LOTTIAMO TUTTI INSIEME, NON AVRÀ VITA FACILE 

di Andrea Pasini, Trezzano sul Naviglio

Islamizzazione. Ecco quello che sta succedendo nel nostro paese, veniamo colpiti ogni giorno da orde di barbari che mettono in crisi la nostra società, la umiliano, la pungolano, la sfidano e alla fine riescono sempre a scalfirla. Ciclicamente ci accorgiamo di quanto gli immigrati danneggino, ovviamente non tutti, l’Italia. Facciamo una breve ricapitolo degli ultimi, tragici, avvenimenti. A Roma un uomo di origine nordafricana, martedì 27 settembre, ha aggredito e rapinato una donna di 60 anni, nel quartiere Monteverde, prendendola a calci ed accanendosi su di lei fino a romperle alcune costole e spappolargli la milza. Il tutto è avvenuto all’interno del negozio del marito. Il risultato del “colpo” è di un mazzo di chiavi, quello di casa della signora, e 10 euro. Tra venerdì 30 settembre e sabato 1 ottobre, sempre nella capitale, un extracomunitario ghanese ha devastato quattro chiese romane. San Martino ai Monti, Basilica di Santa Prassede, chiesa di San Vitale e San Giovanni dè Fiorentini. Ecco la lista dei luoghi sacri dove l’africano ha scagliato il suo odio verso il cristianesimo. Simone Ferrari, curatore della Basilica di Santa Prassede, ha affermato: “Non era affatto pazzo, ma lucido e puntuale nel suo disegno”. A Mariano Comense, domenica 2 ottobre, un marocchino di 19 anni, spacciatore senza fissa dimora, per sfuggire alla retata della polizia ha investito l’agente Sebastiano Pettinaro, con la sua autovettura, mandandolo in rianimazione in fin di vita. 

Solamente le persone in malafede non si rendono conto di quello che sta accadendo. Ci troviamo davanti ad orde di uomini che ci detestano. Lo scrittore e giornalista svedese, Stieg Larsson, scrisse nel 2005 Uomini che odiano le donne, ecco io posso scrivere, senza nessuna fatica, un libro dal titolo Immigrati che odiano gli italiani. Non è follia, non è razzismo, non è ottusità mentale, basta guardare la realtà dei fatti per capire che ho ragione. Sfogliando un qualsivoglia giornale si leggono, ogni maledetto giorno, notizie come quelle riportate nell’apertura di questo articolo. Sono tre storie, tre storie diverse, eppure tutte uguali. Parlano di persone giunte nei nostri confini per staccare, pezzo dopo pezzo, i tasselli della millenaria storia italiana. Da una parte donne pestate, come nella peggiore tradizione, dall’altra danneggiamenti alla cristianità di questo paese ed infine uno spacciatore che investe un agente di polizia. Non ci resta che piangere, direbbe il giullare di corte Roberto Benigni ed invece no, noi dobbiamo incazzarci e mandare a farsi fottere quelli che detestano l’Italia. Stiamo morendo, ma possiamo ancora salvarci, guardare al passato per trovare nuova gloria, senza arrenderci. 

Il futuro ha un solo volto quello dei bambini e noi abbiamo smesso di fare figli. Simone Di Stefano, leader di CasaPound, qualche tempo fa, con tono provocatorio, diceva: “Diamo i 35€ che ogni giorno regaliamo agli immigrati, alle famiglie che hanno messo alla luce un figlio”. Ecco io riprendo questa provocazione e la rilancio. Dobbiamo difenderci, farlo ad ogni costo, cadere a terra non fa parte del DNA insito dentro noi. Quelli che arrivano da ogni parte del globo fanno nascere figli su figli, “venuti al mondo come conigli” per fare l’eco a Francesco De Gregori, e la parte sociale di questo Stato si concentra solo su di loro. In prima fila per l’assegnazione di lavoro, di danaro pubblico, di case popolari e gli italiani restano al palo. Per questo vi dico, freghiamocene, i soldi si trovano. Giovani coppie unitevi, guardate l’orizzonte e non fermatevi. Questa è ancora la nostra casa e la terra dei nostri padri non morirà certo così. Il danaro vi manca? Si trova, come si trova per gli altri si troverà anche per noi. E come scrisse Costanza Miriano, qualche tempo fa su Il Foglio, le responsabilità fortificano e noi è di questo che abbiamo bisogno. L’Italia non sarà mai una terra di conquista sottomessa e la risposta è nelle nostre mani. 

L’Aire, Anagrafe italiani all’estero, ci dice che nel solo 2015 quasi 110mila italiani sono espatriati e di questi il 37% sono millennianls, cioè giovani tra i 18 e i 35 anni. Per contro sono arrivati 150mila immigrati. La matematica è scienza, non sbaglia mai, i dati si sovrappongono e ci parlano della sostituzione del popolo italiano. Giovani baldanzosi, la speranza dell’avvenire, che dopo una vita spesa a specializzarsi decidono di lasciare questo paese. Dobbiamo avere la forza di dire no, nessuno sulla faccia della terra può offrire ai propri cittadini quello che l’Italia ha da mettere sul piatto. Bisogna crederci, crederci tutti insieme. Non usciremo sconfitti da questo secolo, la testa non ce la piegheranno mai. Chiaro?

Possiamo dire basta, gettare la spugna, guardare da un’altra parte. Oppure no. Quelli che arrivano in questo paese sono, per lo più, braccia destinate al malaffare. Spacciatori, criminali, predatori sessuali e per contro noi incentiviamo la fuga di cervelli. Vivo nel sud milanese e vi posso assicurare che la situazione peggiora giorno dopo giorno, anche se può sembrare un parossismo, la verità di questi luoghi parla di disagio e della concretezza di uno sfacelo che solo con la forza di volontà, più pura ed assoluta, possiamo invertire. Veniamo presi di mira, a volte vittime anche sotto il fuoco amico, ma dobbiamo avere la forza di cacciare chi non ha i requisiti per stare qui, liberare le città e riprenderle in mano, per evitare di vedere, nuovamente, situazioni come quella avvenuta a Piacenza. Un marocchino di 26 anni, insieme ad un complice, ha seviziato per ore due anziani e dopo 20 giorni è stato rilasciato. Queste assurdità non devono più accadere, l’odio che provano verso noi cristiani, verso noi ebrei, non deve avere quartiere. La fronte è alta, siamo pronti alla guerra, ci hanno costretto, non ci tireremo indietro. Né ora né mai. 

Andrea Pasini, Trezzano sul Naviglio

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